Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post

giovedì 30 ottobre 2008

Parte da Milano un treno a vapore...per raccogliere fondi per la ricerca :-)


La Fondazione di Ricerca in Medicina Sperimentale (FIRMS) e il Museo Ferroviario Piemontese (MFP) organizzano “Un Treno a Vapore contro i Tumori”, un’iniziativa non-profit volta alla raccolta di fondi per la ricerca in genetica e oncologia. La quinta edizione si terrà sabato 1° Novembre con un treno rapido a vapore che collegherà Milano con Torino e che gli organizzatori hanno noleggiato da Trenitalia. L’iniziativa è svolta in collaborazione con GTT, Regione Piemonte e Gruppo Ferrovie dello Stato.

La partenza è prevista dalla Stazione Centrale di Milano alle 9.50 (binario 6) con arrivo alla Stazione di Torino Porta Nuova alle 12.15 (binario 19). Il treno viaggerà alla velocità massima di 100 km/h, con una fermata a Vercelli per il rifornimento di acqua nel tender (la macchina porta circa 6 tonnellate di carbone e 22 metri cubi di acqua).

La scelta della locomotiva a vapore per questo specifico convoglio è dettata dal fatto che è la migliore rappresentazione visiva e sonora della fatica dell’uomo, lo stadio immediatamente precedente il dolore e quindi la malattia. Siamo ormai giunti alla quinta edizione dell’iniziativa, che ha unito centri di ricerca medica nel Nord Italia: l’ultima volta il treno a vapore ha attraversato l’intero Nord, stavolta raggiungerà Torino per mostrare quanto fanno coloro che operano nel campo della sanità e quelli che “curano” vecchi treni.

All’arrivo a Torino, dopo la cerimonia di benvenuto, i passeggeri verranno accolti dai tram storici guidati dai volontari dell’Associazione Torinese Tram Storici (ATTS) che accompagneranno i visitatori alla stazione della tranvia a dentiera Sassi-Superga dove sarà possibile pranzare.

Nel pomeriggio ci saranno giri gratuiti della città sempre a bordo dei tram storici e si potrà visitare una mostra di modelli ferroviari dell’Associazione Arcamodellismo.

La partenza da Torino è prevista per le 16.45 con arrivo a Milano alle ore 19.00.

Il biglietto costa 60 € e comprende il viaggio di andata e ritorno. I bambini con meno di 4 anni e le persone con più di 75 anni sono ospiti. Il pranzo alla stazione GTT della cremagliera Sassi – Superga ha un costo aggiuntivo di 15 €. Tutti i proventi dell’iniziativa verranno devoluti alle ricerche in oncologia medica.

Per ulteriori informazioni, contattare il Museo Ferroviario Piemontese (telefono 011.432.3200) o gli indirizzi amministrazione@museoferroviariopiemontese.com , marzia.roccia@unito.it , a cui sarà possibile richiedere l’acquisto dei biglietti, in vendita anche presso la biglietteria GTT presente alla Stazione di Porta Nuova.
I biglietti si possono acquistare anche a Milano rivolgendosi alle Agenzie Pandani (via G. Fara 13, 02 – 669.4541, info@padani.it ), alle stazioni Greco Pirelli, Certosa, Treviglio Ovest, Ponte San Pietro, Cologno e Locate Triulzi.

Leggi tutto l'articolo qui

Fonte: La Stampa

venerdì 15 agosto 2008

Allarme per Milano e Venezia: «Troppo cloro nell'acqua del rubinetto»!


Ma è proprio così potabile l'acqua che sgorga dai nostri rubinetti? L'acqua del sindaco tanto pubblicizzata da Venezia a Roma è proprio così sana e fresca? Secondo uno studio della seconda università di Napoli non proprio tutta. Lo è dal punto di vista batterico, ma non dal punto di vista dei derivati della disinfezione che si deve praticare. Più batteri più cloro. Più cloro più derivati che, se in eccesso e se sommati giorno dopo giorno, potrebbero anche essere cancerogeni.

E così in un bicchiere d'acqua fresca di un'abitazione milanese o veneziana non vi saranno batteri ma trialometani o cloroformio o tetracloroetene oltre i limiti di legge. Non i batteri fecali riscontrati dai tecnici americani nell'acqua delle abitazioni dei militari americani che vivono tra Napoli e Caserta, non gli idrocarburi presenti in quella della base Nato di Vicenza (secondo la rivista Star & Stripes). Ma composti organo alogenati, derivati proprio dalla clorazione disinfettante. Insomma un salutare cocktail chimico. Lo studio napoletano si è interessato della purezza dell'acqua che si beve. Da quella dei rubinetti, punto d'arrivo degli acquedotti, a quelle minerali in vendita. Campioni prelevati in cinque città italiane: Perugia, Napoli, Milano, Venezia e Firenze.

I dati allarmanti, quelli che hanno destato l'attenzione dei ricercatori, sono stati i livelli dei derivati del cloro in alcuni campioni. Sostanze non sempre misurate dall'Asl o dall'Arpa, i laboratori regionali per la tutela dell'ambiente deputati ai controlli. Dice Massimiliano Imperato, docente di Idrologia e Idrogeologia dell'università Federico II di Napoli e Direttore del Ceram (Centro europeo di ricerca acque minerali): «Sono stati trovati nei campioni prelevati dai rubinetti delle abitazioni elementi contaminanti di chiara provenienza antropica (inquinamento) e sottoprodotti della clorazione, come trialometani, bromoformio, cloroformio e composti organo-alogenati, come tetracloroetilene e tricloroetilene. In alcuni casi, la concentrazione di questi inquinanti è risultata al di sopra dei limiti previsti (decreto legge 31/2001). Anche di molto». In particolare su un totale di 25 acque analizzate, 7 risultano non conformi (30%) per il superamento della Cma (Concentrazione massima ammissibile) di una o più sostanze: 4 a Milano e due a Venezia.

E' già partito un secondo studio, più ampio, che avrà termine ad ottobre. «I processi di clorazione — spiega il chimico Marco Trifuoggi —, attivano la formazione di sostanze organiche alogenate (indicate generalmente con il termine Dbp, ovvero disinfection by-products) che si formano in seguito alla reazione tra il cloro e le sostanze organiche presenti nell'acqua». I rischi per la salute? Risponde Marco Guida, Igienista e tossicologo: «Recenti studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra l'assunzione prolungata di acque clorate e l'aumentato rischio di cancro a prostata, vescica e retto». Negli Stati Uniti, infatti, le acque non si clorano più, ma si ozonizzano. Ma il trattamento è più costoso. E anch'esso non esente da rischi.

Fonte: Il Corriere della Sera