lunedì 28 luglio 2008

Espresso Book Machine: libri introvabili «appena sfornati»!


State cercando un libro ormai fuori catalogo o esaurito?
Da ottobre nelle sessanta librerie della catena Blackwell sparse in Inghilterra questo non sarà più un problema. Basterà, infatti, digitare il titolo in questione nella «Espresso Book Machine» per ritrovarvi con il vostro bel volume fra le mani, scaricato e stampato in soli 7 minuti e allo stesso prezzo che paghereste se fosse stato disponibile sugli scaffali del negozio. Di ideazione e realizzazione americana (la ditta che lo produce è la OnDemandBooks), il dispositivo combina la vastità di scelta pressoché illimitata che offre il web (si parla di oltre un milione di titoli) con il packaging di un libro tradizionale, permettendo di acquistare anche quei volumi di solito quasi impossibili da trovare, magari perché opera di autori pressoché sconosciuti o comunque di nicchia. Non solo.
Come sottolinea il «Sunday Times», questa macchina di libri espressi garantirà una sorta di democratizzazione dell’editoria, perché darà la possibilità anche agli scrittori che non hanno alle spalle un editore famoso di vedere pubblicata la loro opera. «Si tratta indiscutibilmente di una grande invenzione – ha convenuto Vince Gunn, amministratore delegato della catena britannica che per prima adotterà il rivoluzionario macchinario – che darà molteplici possibilità di scelta ai lettori».

QUALITÀ - A detta di chi ha già usufruito del servizio, il prodotto finale non ha nulla da invidiare alla tradizionale confezione di un libro, anche se qualche critico rileva come la qualità delle illustrazioni non sia affatto eccelsa e i volumi abbiano un che di gommoso al tatto. Ma si tratta di limiti facilmente superabili, di fronte alla possibilità di avere titoli ormai altrimenti introvabili, senza aspettare una vita o sborsare cifre da capogiro. La sfida della Blackwell non verrà però seguita subito dalle altre librerie inglesi, che prima di convertirsi totalmente alla tecnologia vogliono vedere se e come le macchine verranno accolte dal pubblico, sebbene un altro ostacolo non da poco sia rappresentato dalle dimensioni non proprio ridotte (2,7 metri di larghezza per 1,5 di altezza) delle Espresso Book Machines. A detta del giornale londinese, a fare le spese di questa nuova moda dei libri “on demand” saranno i venditori di testi di seconda mano, che finora avevano controllato il mercato dei volumi esauriti o comunque poco noti, sul modello di quanto già avviene nell’industria musicale con il download dei dischi.


Fonte: Corriere della Sera

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